[AIB]AIB Notizie 9/2001
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Pubblichiamo il testo dell'intervento di Tommaso Giordano letto il 4 ottobre, durante l'Assemblea dei soci, in occasione della nomina di Giovanna Merola a socio d'onore.


Giovanna Merola socio d'onore







Ho l'onore e il piacere di introdurre un evento particolarmente gradito e - perché no? - solenne. Non credo di esagerare usando questo termine, per definire la cerimonia della nomina di un socio d'onore. Perché nella nostra Associazione questa è l'onorificenza più alta, anzi l'unica prevista dallo statuto. Un'onorificenza concessa raramente; per essere precisi, non viene concessa da otto anni. L'ultimo socio d'onore nominato dall'AIB è stato, il caro, indimenticabile, Franco La Rocca nel 1993. Sono dunque grato al presidente dell'AIB, Igino Poggiali, e al vice presidente, Alberto Petrucciani, di avermi dato il compito di introdurre questa cerimonia.
La persona che questa volta viene insignita del titolo di socio d'onore è molto conosciuta nel nostro ambiente, una bibliotecaria DOC, una collega e, per molti di noi presenti oggi in questa sala, un'amica con la quale abbiamo condiviso ideali, progetti, ansie e (ovviamente) qualche delusione. È Giovanna Merola.
Giovanna Merola, nata a Napoli, laureata in scienze politiche all'Università di Roma, vince nel 1965 il concorso di bibliotecario della carriera direttiva delle biblioteche pubbliche statali. Assume servizio presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma dove lavorerà per 12 anni. Qui avviene l'incontro "fatale" con Angela Vinay: è l'inizio di un lungo sodalizio e di un'amicizia che segnerà tutta la vicenda professionale di Giovanna.
Infatti, nel 1977, Giovanna Merola passa al neonato Istituto centrale per il catalogo unico la cui direzione era stata affidata ad Angela Vinay. Gli anni trascorsi all'ICCU dal 1977 al 1986 sono decisivi per l'esperienza professionale di Giovanna e - in un certo senso - anche per le biblioteche italiane. In questo periodo nasce e si afferma il Servizio bibliotecario nazionale (SBN) al quale Giovanna darà un contributo decisivo fin dalle prime battute di questo programma. Possiamo dire senza tema di smentita che una parte fondamentale della vicenda professionale di Giovanna si identifica con lo sviluppo di SBN: prima come principale collaboratrice di Angela Vinay e responsabile di uno dei laboratori (dipartimenti) dell'ICCU; poi a livello dei vari incarichi che ricoprirà nel corso della sua carriera.
Nel 1986 lascia l'ICCU per assumere la direzione della Biblioteca medica statale e, due anni dopo, della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, incarico che deterrà fino al 1995. Contemporaneamente assume anche incarichi di responsabilità presso l'Osservatorio dei programmi internazionali per le biblioteche, l'organismo costituito per incoraggiare la partecipazione italiana ai programmi tecnologici in favore delle biblioteche lanciati dalla Commissione europea. In questo settore il contributo di Giovanna è altrettanto decisivo di quello dato a SBN: infatti grazie al suo carattere costruttivo e rispettoso delle competenze altrui, riesce ad aggregare persone di valore e operatori di diversa provenienza e a far coagulare idee e progetti. La considerevole e apprezzata partecipazione delle biblioteche italiane a questo programma deve molto alla costanza e all'impegno di Giovanna Merola. La sua partecipazione alle commissioni IFLA, ai gruppi di lavoro per gli standard e i suoi interventi in autorevoli riviste professionali segnano positivamente la presenza italiana sul piano europeo e internazionale.
Accanto a tutto questo c'è un altro percorso parallelo di Giovanna Merola, che testimonia e certifica ancora una volta grande senso di cooperazione e impegno etico professionale. Parlo della sua lunga militanza nella nostra Associazione, un apporto che non è mai venuto meno nonostante i suoi incarichi di lavoro e le responsabilità familiari le lasciassero poco spazio.
Dal 1975 al 1978 è segretaria dell'AIB, al tempo in cui Angela Vinay svolgeva il suo primo triennio di Presidente. Sono anni decisivi per le biblioteche italiane: il decentramento regionale, la fioritura delle biblioteche pubbliche e la nascita di SBN si intrecciano alle battaglie civili e politiche, alla nuova domanda di cultura e partecipazione, alla rapida evoluzione della società nel suo complesso; sullo sfondo gli eventi politici e le vicende drammatiche dell'Italia tra gli anni Settanta e Ottanta.
Per le biblioteche furono anni creativi e densi di contraddizioni, anni di conquiste ma anche di sconfitte. Ho l'impressione che nel pur lodevole tentativo di ricostruire la storia dell'AIB si finisca per colpevolizzare - il mio amico Alberto Petrucciani non me ne vorrà per questo sassolino che lancio nella sua direzione - una certa parte dei bibliotecari protagonisti di quel periodo, la cui passione politica lasciava, è vero, passare in sott'ordine qualche regola di catalogazione ma faceva anche saltare rapporti di potere politico-burocratico consolidati e portava una boccata d'aria nel clima "polveroso" che caratterizzava buona parte dell'ambiente bibliotecario italiano. Probabilmente i più giovani colleghi non riescono ad immaginare la Giovanna di quegli anni postsessantotteschi, anni scapigliati e - ammettiamolo pure - un po' parolai. Ricordo perfettamente la Giovanna di quell'epoca, gentile, conciliante e riservata, ma allo stesso tempo perseverante e capace di esprimere fermezza. Capace anche di resistere alle provocazioni, persino quando venivano da parte di amici... particolarmenti "dialettici". Ma tutto questo senza mai privarci della sua inconfondibile carica di umanità. Insomma, era come è oggi, come è sempre stata.
Gli anni più recenti continuano a vedere Giovanna impegnata su fronti molteplici. Nell'AIB, come membro del Comitato direttivo per un triennio, vice direttore del «Bollettino» fino al 1997 e poi come membro del Collegio dei probiviri. A livello ministeriale, come membro del Consiglio nazionale dei beni culturali e ambientali dal 1997 al 2000. Ma è sempre SBN che assorbe la parte più cospicua delle energie (e delle ansie) professionali di Giovanna. Infatti nel 1995 torna all'ICCU come direttore. In questa veste si dedica interamente a SBN. Lo sforzo per far evolvere questo importante programma e per aggiornarlo all'era digitale, per ricondurlo ad una piattaforma di cooperazione più avanzata è evidente ai bibliotecari che seguono il settore. Ci auguriamo che questo patrimonio di idee e di proposte possa essere valorizzato e incrementato da chi in futuro assumerà la responsabilità dell'ICCU.
Infatti dal primo maggio di quest'anno Giovanna ha lasciato il Catalogo unico: ha deciso di dedicarsi full-time a un altro settore, di cui non abbiamo ancora parlato, ma che l'ha costantemente impegnata anche negli anni di lavoro più intenso: la famiglia; come tutte le grandi storie italiane che si rispettino non poteva essere altrimenti. La famiglia di Giovanna e di Alberto Merola si è estesa e si è arricchita di nuovi membri, a cui Giovanna vuole dedicarsi interamente. Di fronte a tanto, per Giovanna nonna a tempo pieno, l'SBN ha perduto la sua priorità.
Parafrasando il grande Eduardo: e' nepute so' piezze e' core!
A Giovanna Merola per l'opera compiuta a favore della cooperazione delle biblioteche e per il suo riconosciuto impegno professionale l'Associazione italiana biblioteche conferisce il titolo di socio d'onore.


GIORDANO, Tommaso. Giovanna Merola socio d'onore. «AIB Notizie», 13 (2001), n. 9, p. 10.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2001-11-05 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n13/01-09giordano.htm

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